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(Andrea.comunicaztion)

martedì 8 aprile 2014

I lavoratori senza stipendio ma “Sergio Tacchini” fa lo sponsor a Montecarlo

marcello giordani
novara
La «Sergio Tacchini International», ultima denominazione della società controllata da un gruppo cinese, trova i soldi per sponsorizzare il torneo di tennis di Montecarlo, che prenderà il via 12 aprile, ma non per pagare i lavoratori in cassa integrazione che non vedono un euro da ottobre. Per questo i delegati sindacali, Massimo Rivaroli, Paola Baselli e Marilena Cristina, si appellano al prefetto e al liquidatore e chiedono un incontro urgente.
 I lavoratori confrontano il passato glorioso della società, quando era guidata dall’ex campione di tennis, con il presente buio. «Sergio Tacchini - ricordano i lavoratori - è stato un manager capace che teneva moltissimo all’azienda e l’ha portata a grandi successi, come quando nel 1997 vendemmo un milione e 200 mila polo, un exploit mondiale».
La cessione della società ai cinesi ha portato al risultato attuale: 42 su 55 addetti di Bellinzago in cassa a zero ore, la chiusura di tutti i negozi. «A febbraio 2012 - dicono Rivaroli, Baselli e Cristina - è iniziata la cassa per un anno seguita da varie proroghe. Ma l’azienda non ha presentato piani di rilancio e a novembre arriva la mobilità».

Scopo della proprietà è trasformare la «Tacchini» in «brand company» con pochissimi addetti: stop a produzione e commercializzazione e cessione della licenza. Le trattative sindacali successive hanno portato a cassa in deroga per sei mesi e «a esigui aiuti per chi perde il lavoro, mentre si spendono somme ingenti per consulenze che servono solo a rendere confusa la situazione».

L’anno scorso la proprietà ha affittato marchio, contratto di licenza, 5 dipendenti a Wintex Italia, emanazione dell’omonima impresa cinese. «Con un affitto modestissimo, la Wintex si è assicurata contratti di licenza importanti. Questo ha impoverito definitivamente la Tacchini». In estate l’azienda ha chiesto il «concordato in bianco», ma il Tribunale di Padova, competente perché lì è la sede legale della società, non l’ha accettato. «Abbiamo chiesto e ottenuto garanzie scritte per le buonuscite - sottolineano i delegati - e pensavamo che le nostre spettanze fossero assicurate dal nuovo piano promesso dalla società entro metà marzo. Ma non è stato presentato».

[Articolo tratto dal sito: http://lastampa.it/2014/04/07/edizioni/novara/alla-sergio-tacchini-i-lavoratori-restano-senza-stipendio-PBxdqfK3g1nIUoYEPooa8I/pagina.html ]