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(Andrea.comunicaztion)

mercoledì 2 aprile 2014

C'É CHI VUOLE VENDERE OTTIMISMO E CHI REALISMO ... ... CHI VINCERÁ LA SFIDA? (di CA)

Se leggete gli articoli di questi giorni le notizie, ovviamete in materia di lavoro, si possono dividere in poche tipologie.

Da un lato le notizie che potremmo definire di "ovvia teoria", ovvero, quelle dichiarazioni fatte da titolati vari che vogliono insegare i "rimedi della nonna" per uscire dalla crisi occupazionale. Un esempio per tutti, la dichiarazione del Gov. della Banca d'Italia secondo cui "Una ripresa robusta e duratura della crescita dell'economia italiana costituisce il necessario presupposto per il progressivo
riassorbimento della disoccupazione ... " (leggi articolo) . Considerazioni farcite di ovvietà e ancora alquanto lontane dal cammino che stiamo percorrendo.

Arrivano poi le notizie stile "dichiarazione di intenti" fatte dalla plitica. Esempio, le dichiarazioni del premier (leggi articolo 1 e articolo 2) sulla necessità di riforme coraggiose, sulle difficoltà nel portarle avanti, ecc. Intanto che continuiamo a chiaccherare di queste cose siamo, praticamente, ancora fermi al palo con provvedimenti che stanno continuando a navigare nelle burocratiche e faraginose acque del Parlamento.

E per concludere ... invece ... sbattiamo il muso contro la "dura" realtà che con numeri più o meno precisi (capisci a me ...) ci dicono che le trombe trionfali di fine 2013, che intonavano motivetti ottimistici riguardo ai primi segnali positivi (praticamente solo economici, e li si potrebbe aprire tutto un bel discorso che vi risparmio ... per salvare il vostro e il mio fegato) e le relative dichiarazioni che puntavano, per il 2014, a ridurre il tasso di disoccupazione sotto il 12%, si sono trasformate in bolle di sapone. La realtà è l'aumento dell'indice di disoccupazione al 13% (per non parlare della percentuale relativa ai giovani) con 1000 posti di lavoro persi ogni giorno (leggi articolo), un numero che, francamente, non riesco nemmeno ad immaginare.

Come detto, siamo ancora fermi al palo a sperare che una mano dall'alto ... molto in alto ... faccia scendere qusti numeri.
Sarò un "facilone" ma ho sempre ritenuto che chi ha potere e prende delle decisioni che ritiene doverose, debba avere tutta la forza, che quel potere determina, per attuarle, soprattutto in una condizione come l'attuale, in cui, non ci si può permettere, con le possibili soluzioni, di lavorare di "cesello" ma si deve necessariamente lavorare di "raspa" e fare anche in fretta.

(CA)