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(Andrea.comunicaztion)

sabato 22 marzo 2014

ENTRATA IN VIGORE DELLLE DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI LAVORO. (di CA)

Da ieri è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, quindi è entrato in vigore, il Decreto Legge n° 35 del 20/03/2014 che definisce alcuni provvedimenti urgenti in materia di lavoro.

In particolare vi sono alcune modifiche che meritano delle considerazioni.

Durata massima dell'utilizzo del contratto a tempo determinato (comprese le proroghe) portata a 36 mesi con massimo 8 proroghe.

C'è da augurarsi che queste modifiche possano avere un riflesso positivo sulle assunzioni per tutte le categorie di lavoratori (giovani e meno giovani). Queste sono le modifiche che potranno, a mio avviso, avere più impatto sul mercato insieme con la revisione dell'Apprendistato.

Apprendistato.

L'eliminazione di paletti quali la stesura di un piano di formazione e, soprattutto, il vincolo (per il datore di lavoro) di confermare (con assunzione contrattualizzata) alcuni dei precedenti apprendisti prima di poter avviare ulteiori apprendistati è una scelta che definire PERICOLOSA è poco. Con questa modifica, temo, si andrà ancor più incontro ad una sorta di FAR WEST nel mondo dell'apprendistato; uno sfruttamento generalizzato dello strumento da parte dei datori di lavoro (con gli ovvi benefici economici derivanti) ed un "crollo" di quelle poche tutele previste per l'apprendista.
Il riconoscimento di uno "stipendio" (per l'apprendista) pari a solo il 35% della paga oraria prevista per l'inquadramento della manzione poi ... ... capisco che si debba ridurre il costo del lavoro ... ... ma bisogna tenere presente che il lavoratore deve poter vivere ... ... non solo il datore di lavoro !!!
Tutto questo rappresenta una inspegabile contraddizione con le modifiche relative ai contratti a termine. Secondo voi, tra i due strumenti, la maggior parte dei datori di lavoro quale sceglierà?

Elenco anagrafico dei lavoratori

Viene modificato il comma della legge 181/2000 che prevedeva la possibilità, per i cittadini, di iscriversi obligatoriamente presso il Centro per l'impego competente rispetto al proprio domicilio. Ora ci si protrà iscrivere, e gestire i propri dati e certificati, presso qualsiasi CPI.
Questo provvedimento vuole favorire la "libera circolazione" dei cittadini comunitari sul territorio e, di conseguenza, anche l'accesso alle "politiche attive del lavoro". Potrebbe sembrare una modifica importante e positiva, ritengo, tuttavia, difficile che una persona che abita a Roma, e vi vuole rimanere, chieda di iscriversi al CPI di San Daniele (per esempio). Di fatto, non credo che questo comporti particolari cambiamenti o benefici.

Contratti di solidarietà

La riduzione contributiva, prevista dal decreto, a favore dei datori di lavoro che applicheranno lo strumento conferma la sensazione che da alcune settimane ho, ovvero, che da quest'anno vedremo un progressivo calo dell'utilizzo della CIG e un impennata dell'utilizzo dei Contratti di solidarietà.
A mio avviso lo sforzo dovrebbe essere finalizzato a fare in modo che non serva più utilizzare questi strumenti. Non si può continuare a lavorare sui "cerotti" ma se proprio proprio si deve scegliere tra i due il male minore, i CdS sono certamente preferibili; i lavoratori constinuano ad avere "i piedi in azienda" ... non è poco ... noi sappiamo bene cosa significa.

Seppur con alcune perplessità dico che, come auspicato, è stato fatto un primo passo, piaccia o non piaccia, adesso si dovranno misurare, alla svelta, i risultati ed agire di conseguenza.

(CA)