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martedì 27 agosto 2013

Disoccupati... ma non troppo

Disoccupato sì, ma con il lavoro. Potrebbe sembrare un paradosso. Ma questa è la nuova frontiera del lavoro nero. Anzi grigio. Perché in questo caso le irregolarità vengono compiute solo da una parte, dal lavoratore che si trova in disoccupazione.

Ma andiamo con ordine e vediamo di far luce sulla vicenda. Tanti disoccupati svolgono delle attività
ad ore. Ogni mese il datore di lavoro versa il salario e salda i contributi AVS, mentre al disoccupato spetta autocertificare le prestazioni di lavoro. Questa sarebbe la norma. Ma è qui che nasce l’inganno. Diversi disoccupati al contrario del datore decidono di non dichiarare di aver lavorato. Intascando così sia i soldi per le attività svolte, sia l’indennità di disoccupazione ci dice il responsabile della cassa di disoccupazione OCST Luca Camponovo.

Il fenomeno è ancora poco conosciuto, ma sta crescendo esponenzialmente in tutta la Confederazione. Dal 2008 ad oggi in Ticino i casi sono passati da 7 a circa 200 l’anno, mentre in Svizzera hanno sorpassato quota 2'000. Un raggiro individuato grazie alla Legge federale contro il lavoro nero in vigore dal 2008, che permette alla Segreteria di Stato dell’economia di eseguire un controllo incrociato tra i contributi versati dai datori di lavoro, e le dichiarazioni del singolo disoccupato.

Quando l’abuso è accertato l’assicurato deve restituire gli importi percepiti. Le somme spaziano da alcune centinaia di franchi a cifre ben più importanti nell’ordine dei quaranta, cinquanta mila franchi continua Camponovo. Una trovata che può costare molto cara anche dal profilo penale e sporcare il casellario giudiziale. Perché se l’inganno è ripetuto la cassa deve segnalare il caso alla Magistratura.
Christian Fini
(24/08/2013)
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http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=308661&rubrica=2
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(CA)