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lunedì 10 settembre 2012

10/09/2012>Alcoa, operai in corteo a Roma Tensione e tafferugli con la polizia

ROMA - È di 14 feriti tra le forze dell'ordine e di almeno due tra gli operai il bilancio complessivo degli scontri a Roma durante la manifestazione degli operai dell'Alcoa davanti al ministero dello Sviluppo Economico. Corteo ad alta tensione dei lavoratori che protestano contro la chiusura dello stabilimento di Portovesme in Sardegna. Vertice sul futuro della fabbrica di alluminio al ministero del Lavoro (continua a leggere). Contusi 8 agenti del I Reparto, un dirigente e un ispettore, tre carabinieri e un finanziere, secondo quanto reso noto. Molti dei manifestanti, che hanno lanciato petardi e cercato di forzare il cordone di sicurezza, indossano magliette nere con scritto Disposti a tutto. I manifestanti hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza, sono stati respinti ed è iniziato un lancio di bottiglie e bombe carta. Poi le cariche. La situazione poi è tornata alla normalità. Aggredito il responsabile economia del Pd, Stefano Fassina (continua a leggere).

Gli scontri davanti al ministero dello Sviluppo economico. C'è stato un fitto lancio di mini lamine di alluminio e bottiglie contro le forze dell'ordine da parte dei manifestanti. Contro il cancello del ministero sono stati lanciati petardi e bombe carte: gli agenti hanno risposto manganellando alcuni operai poi sono iniziati gli scontri. Dopo il breve contatto tra manifestanti e forze dell'ordine, gli operai hanno gridato «vergogna, vergogna» e lanciato bottigliette d'acqua e tondini di alluminio sulle finestre e sul portone del dicastero.

Spento un principio di incendio all'hotel Boscolo di via di San Basilio. Secondo quanto si é appreso, alcuni manifestanti Alcoa avrebbero lanciato dei razzi segnaletici bruciando dei gazebo. Sul posto vigili del fuoco e polizia. Nessuno é rimasto ferito.

Il corteo. Da piazza della Repubblica i manifestanti si sono diretti al ministero dello Sviluppo dove si è tenuto il vertice tra governo, sindacati, vertici della multinazionale statunitense dell'alluminio e regione Sardegna. Zona blindata, con un imponente spiegamento di forze dell'ordine e disagi al traffico nella zona di via via Veneto e via del Tritone.

Gli operai hanno cercato di sfondare un cordone della Polizia all'altezza del ministero. Gli agenti hanno cercato di contenere l'avanzata dei manifestanti che spingevano in massa contro il cordone. Alcuni operai hanno lanciato diverse bombe carta verso le forze dell'ordine e i blindati. Già precedentemente i manifestanti avevano provato a "sfidare" altri sbarramenti lungo la strada del corteo. In via Bissolati i manifestanti avevano tentato di deviare il percorso su largo di S. Susanna.

Il resto del corteo ha sfilato per le strade del centro in maniera pacifica dopo i momenti di tensione. Il corteo ha sfilato guardato a vista da un imponente servizio di sicurezza. A circondare la testa del corteo un cordone di lavoratori con il gilet con su scritto: «Servizio d'ordine ex Alcoa», mentre a scortare i manifestanti due furgoni della polizia e forze dell'ordine in tenuta antisomossa.

Trombette, petardi, fischietti e fumogeni. I manifestanti , fin dall'inizio hanno dato vita ad una manifestazione molto rumorosa con tamburi, caschi sbattuti a terra o contro le serrande dei negozi chiusi. In testa anche i sindaci del Sulcis mentre i lavoratori sardi, qualche centinaio, improvvisano piccole corse in gruppo per alcune decine di metri. Da Civitavecchia, dove sono arrivati in nave dalla Sardegna, gli operai con sette bus sono arrivati a Roma in circa 500. A sventolare le bandiere della Sardegna, di Fiom Cgil, Cisl, Uilm, oltre a cartelli con su scritto: «Lavoro-sviluppo-occupazione=pace sociale» e «Alcoa=U.S.A. e getta». Durante il corteo alcuni passanti stanno dimostrando il proprio sostegno con applausi e sorrisi. «Mamma mamma mamma sai perchè siam venuti qua? La cassa integrazione non la vogliamo far!», uno degli slogan.

«Non ci preoccupa la manifestazione, ci preoccupa tutto il problema dell'Alcoa», ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. «Siamo vicini ai lavoratori e ci sentiamo di spiegare loro lo sforzo che il governo sta facendo, che è quello di cercare di tenere in piedi quei posti di lavoro» che però, ha precisato il ministro, «devono essere sostenibili economicamente».
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(CA)