Info dalla redazione

IL 19/03/2012 RICORRERÁ IL TERZO ANNIVERSARIO DELLA CREAZIONE DEL PRESIDIO SAFILO ... ACCIDENTI !! GIÁ PASSATI TRE ANNI !!!

IL GRUPPO PRESIDIO, PER L'OCCASIONE, STA ORGANIZZANDO UNA CENA FISSATA PER SABATO 24/03/12 (ORE 19.30) PRESSO LA PIZZERIA RISTORANTE "DUE PALME" (UDINE - VIALE LEONARDO DA VINCI (guarda la mappa)).

L'INVITO É, COME SEMPRE, ESTESO A TUTTI I COLLEGHI SAFILO.

POTETE INVIARE LA VOSTRA PRENOTAZIONE, ENTRO IL 12/03/2012, UTILIZZANDO IL SERVIZIO "Comunica con la redazione".

PROCEDURA: (1) SELEZIONA, IN "ARGOMENTO", LA VOCE "Prenotazione cena del 24/03/2012" // (2) INSERISCI EVENTUALI INFORMAZIONI (AD ESEMPIO IL NUMERO DI PERSONE PER CUI FAI LA PRENOTAZIONE) IN "TESTO" // (3) INSERISCI, IN "FIRMA", IL TUO COGNOME E NOME CON INDIRIZZO @MAIL O NUM. TELEFONICO (LE INFORMAZIONI NON VERRANNO IN ALCUN MODO PUBBLICATE, RIMARRANNO AD ESCLUSIVA CONOSCENZA DELLA REDAZIONE.

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ABBIAMO INSERITO UN POST CON L'AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE DELL'INIZIATIVA PORTATA AVANTI DAL GRUPPO DI LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI DENOMINATA "APPELLO ALLE ISTITUZIONI"

[LEGGI POST]

giovedì 2 febbraio 2012

02/02/2012>Il Billa chiude, lavoratori in piazza

PORDENONE. In difesa dei 46 posti di lavoro a rischio al superstore Billa di Sant’Antonio di Porcia scendono in campo le istituzioni, Comune e Provincia che puntano al reinserimento occupazionale dei lavoratori attraverso il ricorso alle politiche del lavoro e si impegnano a fare da tramite nella ricerca di un compratore. Questo quanto emerso ieri al termine dell’incontro, chiesto dai sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil, svoltosi in Provincia in merito all’annunciata chiusura del superstore. Ieri l’azienda austriaca del gruppo tedesco Rewe era presente con il responsabile del personale Billa Itala, il responsabile marketing e il direttore della filiale di Porcia, anche lui tra i 46 lavoratori a rischio.
«L’azienda – ha riferito Mauro Agricola, Uiltucs - resta ferma nell’intenzione di chiudere, ma apre al dialogo e, contrariamente a quanto era emerso nei giorni scorsi, ci ha fatto sapere di non avere ancora avviato ufficialmente la procedura di mobilità, anche se è questione di giorni; mentre è confermata la volontà di non ricollocare». Il vertice. All’incontro erano presenti il presidente, Alessandro Ciriani, il sindaco di Porcia, Stefano Turchet, e il vice Dorino De Crignis, i sindacati Fisascat, Filcams, Uiltucs Uil e Conf Lavoratori e una rappresentanza dei dipendenti.
Ad esso è seguito un confronto a porte chiuse tra Ciriani e i rappresentati di Billa Italia. «L’azienda infatti – ha spiegato Agricola – ha fatto capire che ci sarebbe una multinazionale interessata ad acquistare il punto vendita di Porcia e di questo devono avere parlato con il presidente». Ciriani ha chiesto di partecipare al prossimo vertice sindacale nazionale con Billa in cui verrà trattato il caso dei 150 lavoratori di sei filiali prossime alla chiusura, tra cui Porcia, e si è impegnato assieme all’amministrazione comunale a fare da intermediario con potenziali acquirenti interessati alla licenza. Lo sciopero. Ieri mattina la sede della Provincia è stata presidiata da una cinquantina di lavoratori in sciopero. A dare loro solidarietà anche una decina di dipendenti Electrolux.
«Dopo 24 anni in un’azienda – ha detto Beppino Nosella, dipendente Billa e segretario provinciale Conf Lavoratori – i dipendenti, per lo più donne tra i 40 e i 50 anni, si troveranno a casa senza prospettive occupazionali. Nonostante la disponibilità offerta all’azienda di ridurre i costi del lavoro con riduzioni di orario». Sostegno alla causa anche da parte di Giovanni Rampogna, referente dell’Adoc (per i diritti dei consumatori) e dell’Ada (per i diritti degli anziani).
Il Comune. «La scelta di Billa è incomprensibile, un dietrofront frutto di decisioni prese ai “piani alti” senza tenere in considerazione il futuro dei dipendenti». Così il sindaco di Porcia, Stefano Turchet. «La società che fa capo alla Billa – ha spiegato – più volte aveva espresso la volontà di trovare una sede più idonea nel nostro comune. Per questo tre anni fa abbiamo approvato una variante al piano regolatore per trasferire l’attività nell’ex Safop, allora area industriale. L’immobiliare di Roberto Cimolai, titolare della superficie, aveva chiesto la concessione edilizia, salvo poi chiedere proroga di tre anni. Dietro questa decisione forse c’era già all’epoca qualcosa che non andava per il verso giusto».
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Cari lettori, solita ricerca di compratori con il presidente Ciriani (evidentemente è un "vizio" di famiglia) che si lancia alla loro ricerca.
Mi immagino già le politiche del lavoro delle Istituzioni; corsi formazione con Attestati di frequenza ...
(CA)

1 commenti:

  1. Avanti con la "famigerata" cordata di imprenditori friulani.... poi tocca al fotovoltaico e per finire la ricollocazione nel polo dell'Aussa Corno!!!!!!

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